È sempre più difficile distinguere un ottimo rendering da una fotografia vera e propria, questo grazie all’alto livello di fotorealismo raggiunto dai moderni sistemi di manipolazione 3D. Sempre più spesso e senza saperlo, infatti, ci troviamo dinnanzi a complesse elaborazioni grafiche frutto di pura creatività e tecnica che presentano un livello di realismo paragonabile a quello della fotografia. Il segno più evidente di questo fenomeno è scandito soprattutto dal continuo aumento delle aziende che ricorrono al rendering per lo sviluppo dei loro prodotti, il ché con notevoli vantaggi sia in fase di prototipazione del prodotto che di presentazione agli investitori e al grande pubblico.

Render 3D

Un esempio a tal proposito si potrebbe fare con l’immagine sovrastante: avresti mai detto che fosse il frutto di rendering e non di uno scatto fotografico? Bè, se lo avevi capito significa che hai un occhio allenato, ma non credo che in molti ne abbiano inizialmente colto la differenza.

Quando scegliere il rendering?

Partendo dal presupposto che in alcune situazione è più vantaggioso utilizzare il rendering e altre è meglio utilizzare la fotografia, la maggior parte dei vantaggi per i quali si potrebbe preferire il primo al secondo vanno a beneficio delle casse aziendali e del risparmio economico. Pensiamo alla semplicità e alla economicità con il quale si potrebbero progettare prodotti nuovi e prototipi ancor prima della messa in produzione, valutare le diverse sfumature cromatiche di un oggetto, o dare un ambientazione differente a seconda delle situazioni e così via. Tutte variabili che risulterebbero onerose e complesse da gestire durante un servizio fotografico, se non in alcuni casi anche impossibili, soprattutto quando abbiamo a che fare non opere virtuali non ancora realizzate.

I settori di applicazioni del rendering sono tanti, dall’architettura, archeologia, urbanistica, ai tradizionali settori industriali e di arredamento, fino ad arrivare allo sviluppo di video game. Dunque, tutti quei settori che necessitano di una progettazione del prodotto e di una sua proiezione grafica.

Quando scegliere la fotografia?

D’altro canto, la fotografia verrà sempre apprezzata per la sua artisticità e “naturalezza”, così come la si preferirà sempre in determinati campi dove viene richiesto un particolare livello di autenticità. Esempi di questo tipo sono la moda e il food, per fotografare nuove linee di prodotti, e quale strumento per “documentare”, raccontare, descrivere attraverso le immagini una precisa situazione o momento.

Si può quindi affermare che, mentre il rendering è più adatto a tutto quello che non esiste ancora o che non esiste più, la fotografia verrà sempre preferita per catturare e descrivere la realtà che ci circonda.

fracomina

Stesso discorso per video e digital compositing?

Un discorso simile, seppur non del tutto analogo, si può fare del mondo dei video e del digital compositing, ossia le tecniche di fusione di realtà e virtuale. Ma forse questo è ancor più facile comprenderlo, basti pensare alla miriade di effetti speciali con i quali vengono impreziositi i film di azione, fantascienza e non solo che vediamo ogni giorno al cinema e in TV.

Per rendere il discorso ancora più facile da capire in questo video Roy Parker ha utilizzato il digital compositing per spiegare allo spettatore quanto spesso ci troviamo dinnanzi ad elementi di realtà misti a quelli di “irrealtà”. Per la serie: non tutto quello che vediamo è reale!